Dal tempio di Dendera, Hator, dea dell’amore, assiste al lento svolgersi della storia

Il complesso del tempio di Dendera è tra i meglio conservati dell’Egitto e si trova a sud-est della citta di Dendera, sulla riva occidentale del Nilo a 60 chilometri a nord di Luxor.

L’intero complesso copre un’area di circa 40.000 metri quadri ed è interamente cinto da un muro di mattoni a secco.

Il tempio fu dedicato al culto di “Hator”, la dea dell’amore, della gioia e della bellezza e fu eretto intorno al 380 a.C.

Fu noto in passato anche come castello del sistro o dimora di Hator.

Il sorprendente tempio di Hator è considerato il più grande e solenne edificio del complesso religioso.

Del complesso fanno parte anche il tempio della nascita di Isis, il lago sacro, il sanitarium, il mammisi di Nectanebo II, la basilica cristiana, il mammisi romano, il portale di Domiziano e Traiano, il pozzo e il tempio romano.

Le strutture più antiche potrebbero risalire al regno di Pepi I (intorno al 2250 a.C.) e alla diciottesima dinastia (intorno al 1500 a.C.), ma l’unico elemento del complesso odierno che può essere datato con certezza è il mammisi di Nectanebo II, l’ultimo dei faraoni nativi.

Chiamato anche tempio di Tentyra, il tempio di Hator subì delle modifiche già a partire dal Medio Regno. Ma la struttura esistente fu eretta nel regno di Tolomeo II e Cleopatra VII, durante il tardo impero Tolemaico.  Un bassorilievo di una delle pareti del tempio riporta un’enorme raffigurazione di Cleopatra VII e Cesarione, il figlio avuto da Giulio Cesare.

La struttura fu progressivamente ampliata fino all’epoca dell’Impero romano. Il mammisi (luogo della nascita) romano, pur essendo sovente attribuito all’Imperatore Traiano, fu costruito da Nerone.

La basilica cristiana eretta durante il quinto secolo d.C. è un valido esempio di architettura copta degli inizi.

Poiché Hator era anche la dea della guarigione, viaggiatori e pellegrini hanno da sempre considerato Dendera un luogo di guarigione benedetto dagli dei.